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In anteprima immagini che si commentano da sole… Share on Facebook
Il nuovo Decreto Legge 98 “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria.”, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.155, contiene un errore. Infatti l’art. 16, comma 9, dovrebbe sostituire il comma 5 di un “presunto” articolo 5-septies del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165, che in realtà non esiste. Con molta probabilità, infatti, dovrebbe [...]
Il nuovo Decreto Legge 98 “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria.”, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.155, contiene un errore.
Infatti l’art. 16, comma 9, dovrebbe sostituire il comma 5 di un “presunto” articolo 5-septies del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165, che in realtà non esiste.
Con molta probabilità, infatti, dovrebbe trattarsi dell’art. 55-septies del medesimo decreto legislativo, come è correttamente riportato al comma successivo, n.10, dello stesso articolo.
Dovrebbe trattarsi…. E intanto che facciamo?
Mi sembra un’ottima lettura. In neretto i passaggi topici. Qualcuno lo spieghi agli esperti di economia aziendale… “Il medico deve perseguire un unico fine: la cura del malato utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui al tempo dispone la scienza medica, senza farsi condizionare da esigenze di diversa natura, che non siano pertinenti [...]
Mi sembra un’ottima lettura. In neretto i passaggi topici. Qualcuno lo spieghi agli esperti di economia aziendale…
“Il medico deve perseguire un unico fine: la cura del malato utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui al tempo dispone la scienza medica, senza farsi condizionare da esigenze di diversa natura, che non siano pertinenti rispetto ai compiti affidatigli dalla legge ed alle conseguenti relative responsabilità. Il rispetto delle linee guida nulla può aggiungere o togliere al diritto del malato di ottenere le prestazioni mediche più appropriate né all’autonomia ed alla responsabilità del medico nella cura del paziente. Nulla, peraltro, si conosce dei contenuti di tali linee guida, né dell’autorità dalle quali provengono, né del loro livello di scientificità, né delle finalità che con esse si intende perseguire, né è dato di conoscere se le stesse rappresentino un’ulteriore garanzia per il paziente ovvero, come sembra di capire, altro non siano che uno strumento per garantire l’economicità della gestione della struttura ospedaliera.
A nessuno è consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né di diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato.
Il medico, non è tenuto al rispetto di quelle direttive, laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente, e non può andare esente da colpa ove se ne lasci condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico. Se le linee guida richiamate dai giudici del gravame, addotte dall’imputato a giustificazione della decisione di dimettere il paziente, dovessero rispondere solo a logiche mercantili, il rispetto delle stesse a scapito dell’ammalato non potrebbe costituire per il medico una sorta di salvacondotto, capace di metterlo al riparo da qualsiasi responsabilità, poiché sul rispetto di quelle logiche non può non innestarsi un comportamento virtuoso del medico che, secondo scienza e coscienza, assuma le decisioni più opportune a tutela della salute del paziente. La vicenda, in conclusione, merita maggiori approfondimenti e più coerente motivazione in punto di verifica della sussistenza di profili di colpa a carico dell’imputato, la cui condotta dovrà essere valutata con riguardo non alla sua conformità alle linee guida, bensì alle condizioni del paziente, in relazione non solo alla gravità dell’infarto che lo ha colpito, ma anche alle patologie preesistenti ed a tutte le criticità che ne rendevano estremamente precario lo stato di salute, al fine di verificare se la decisione di dimetterlo dall’ospedale a nove giorni dal ricovero, sia stata corretta ovvero affrettata, e dunque errata.”
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“Non so mai cosa mi aspetta da una chiamata. Non tutte le morti sono omicidi e non tutte le morti avvengono in posti comodi. Pochi muoiono mentre pregano sulle panche di una chiesa; molti muoiono seduti sui vasi dei gabinetti delle stazioni. Non so mai cosa mi aspetta, e per questo porto sempre con me [...]
“Non so mai cosa mi aspetta da una chiamata. Non tutte le morti sono omicidi e non tutte le morti avvengono in posti comodi. Pochi muoiono mentre pregano sulle panche di una chiesa; molti muoiono seduti sui vasi dei gabinetti delle stazioni. Non so mai cosa mi aspetta, e per questo porto sempre con me attrezzi per ogni evenienza. Le potenti astrazioni della logica mi aiutano a comprendere i colori, gli odori e i suoni che puntano verso la soluzione della morte di uno sconosciuto. Il mio lavoro è ripulire la scena alla ricerca di prove, iniziare analisi scientifiche, interrogare, e con i risultati produrre una logica ricostruzione di una particolare morte basata sui fatti.” (Dead reckoning. The art of forensic detection – by Jon J. Nordby)
Un gran bello incipit. Degno del migliore dei gialli. Ottima lettura.
Non c’è nulla di meglio di Strauss per riportare un po’ di allegria ad un pomeriggio, immerso tra perizie da concludere e relazioni di consegnare. L’ennesima domenica trascorsa tra le “sudate carte”. Speravo nel Napoli. Mi rimane la musica classica! Share on Facebook
Non c’è nulla di meglio di Strauss per riportare un po’ di allegria ad un pomeriggio, immerso tra perizie da concludere e relazioni di consegnare. L’ennesima domenica trascorsa tra le “sudate carte”. Speravo nel Napoli. Mi rimane la musica classica!






